02 December 2010

Deep Down Diane Arbus and Ellen Von Unwerth: Photography and feminism!

One Shot #4

"I do not like to arrange things. I arrange myself!"

Everytime I look at the 1968 picture, A family on their lawn on a Sunday in Westchester, I can't help but thinking about Diary of a Mad Housewife (1968), by Sue Kaufman. Contemporary to Diane Arbus, Sue was a writer, one of the most important and revolutionary artists at the time. The way she looked at women, the way the protagonist, Tina, gets real and living in her hands, well, it's far from being common.
Do we really know what happened when women usurped traditional male roles in society? Tales were published in newspapers during the 50's and the 60's, functioning as warnings of what could happen if wife and husband did not perform their duties correctly. Do you want some more?
In 1956 Life magazine told the story of a woman who got dominant and active within the household: this fact drove her husband to drink. She was left to support the whole family, a very "undesirable and unnatural" role. Women like Tina and Diane were considered dangerous because "the independent, active woman is believed to give birth to perverted, homosexuals boys, the so-called "sissies".
The same sissies, transvestites, dwarfs, freaks, out-of-the box subjects Diane was longing to take pictures of. She wanted to focus her attention on how bodily decoration like make-up, jewels, dresses were used by the men to create the socially-culturally-determined image a woman was entitled to look like.
When Diane finally found her subject, she already got bored of fashion photography. Nothing really excites her, nothing impresses her like freaks. Let's go deep down and dirty into freakness, let's climb the way back to beauty. The sexual tension between photographer and model. Yes, this is it. Consider who the photographer is, and who's the model. Freaks. Watch them in Tod Browning's movie Freaks.
I think Arbus is still the one, but there's one girl more nowadays. Ellen Von Unwerth is the only living female photographer who's giving shape to a new kind of woman.
She started after being a model herself, she doesn't look for freaks, she's really sexual in her strength and imagery: so, what do Diane and Ellen have in common? Apparently nothing.
Take a look at this.


Ellen does not hit us with a subversive or violent impression, yet she's looking for a strong sense of surprise and unexpected sense of grotesque.
Genius is a form of beauty, beauty is a form of genius, being surprised or moved by a picture is the key to a new approach on creativity. Our age is way more used to getting shocks and stabs at one's eyes, yet Ellen caused me shivers down my spine more than once.
Get outside of the box.
"A photograph is a secret about a secret. The more it tells you, the less you know."

Spread the word!


Ellen Von Unwerth

Diane Arbus' freaks (1966-1967)

"Non mi piace fare ordine. Riordino me stessa!"

Quando davanti a me ho A family on their lawn on a Sunday in Westchester (1968), non riesco a non pensare a Diario di una casalinga disperata (1968), di Sue Kaufman. Contemporanea di Diane, Sue fu una delle più importanti e rivoluzionarie scrittrici dell'epoca. Il suo sguardo verso le donne, il modo in cui Tina, la protagonista, prende forma e vita nelle sue mani, beh, è lontano da qualsiasi stereotipo.
Ma sappiamo realmente cosa accadeva quando una donna usurpava i costumi maschili negli anni '50 e '60?
I giornali raccontavano favole moraleggianti, sedicenti cronache di ciò che accade quando l'uomo e la donna non rispettano i propri ruoli in famiglia. Non vi basta?
Life nel 1956 metteva in inserto la storia vera di una donna che aveva "indossato i pantaloni" in casa propria, portando così il povero marito all'alcolismo. Lei rimase quindi l'unica a mantenere la famiglia, un compito "che nessuna donna vorrebbe avere, perché innaturale." Donne come Diane e Tina erano pericolose. Uscire dal ruolo della casalinga perfetta imprimeva maledizioni sulla progenie, si diceva infatti che la donna-uomo avrebbe avuto figli pervertiti, omosessuali, chiamati "sissy".
Gli stessi sissies, travestiti, nani, freaks, outsider che Diane doveva fotografare. Era incuriosita da come questi soggetti indossassero make up e abiti femminili ricreando la perfetta immagine dell'aspetto che la società imponeva a una donna di avere.
Quando infine Diane trovò il suo soggetto, era stufa da tempo della fashion-photography. Nessuna ossessione come loro, nulla la spingeva al limite come i suoi freaks. Si lanciava in profondità nei loro abissi, per scalare al ritorno verso la bellezza e il loro segreto. Guardateli, in Freaks di Tod browning. Diane cercava una connessione con loro, la trovò. La tensione sessuale tra fotografo e modello. Certo, c'era. Consideriamo chi è il fotografo. Diane Arbus. E il modello, i freak.
Ritengo sia ancora la prima e l'unica, ma un'altra donna scava in profondità, di questi tempi. Ellen Von Unwerth sta dando una nuova forma alla donna del XXI secolo.
Ellen ha iniziato come modella, non cerca i freak, è profondamente sexy e allusiva nel suo immaginario. Cos'hanno in comune quindi lei e Diane? Nulla...apparentemente.

Ellen non ci colpisce con violenza sovversiva, ma cerca la sorpresa, l'inaspettato, il grottesco. Ad ogni costo.
La bellezza è una forma di genio e viceversa, farci sorprendere o sconvolgere da una fotografia è certamente un modo sano per risvegliare la creatività. Certo, la nostra epoca è decisamente più abituata a ricevere shock allo sguardo, ma Ellen è riuscita a farmi arrossire e pensare più di una volta.
Usciamo dal recinto.
"Una fotografia è il segreto di un segreto. Più ti comunica, meno sai."

Ditelo in giro!

Tommaso Pollo's "One Shot" for Fashilosophy!


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