09 May 2011

Shoot and DIE: Diago Mariotta Mendez, promising talent!

I love to meet new artists. Yes, I love to know them and discover how they are working on, what they have to say and how they found a definition of their precise way to confront with reality and take it to their followers.
Photography, which we have devoted many posts, is certainly the most immediate and most modern vehicle to use, and this may have been the same thought of
Diago Mariotta Mendez, who just 20 years may already be included in the short list of young and promising emerging photographers. I discovered him so easily, sifting through Twitter profiles and photo albums of the indie and glamourous milan disconights. Well, after watching some of his shots I was fascinated by them. He's very young but already fully aware of what great vehicle is the fashion photography (but not only), and he's learning to use it in the best way, according to his precise aesthetic ideal.

Born in Nigaragua, grew up in Switzerland and moved to Milan to get away from the static swiss-society, began to be known as DIE immortalizing fleeting moments of the alternative nightlife (that are so en vogue in fashionsystem) and giving a clear insight but keeping the chaotic and bohemian spirit at the same time.
He started from this kind of suggestions, has mixed his passion for the cosmopolitan
Boombox's atmospheres of London with the feeling of his origins, with his fashion-image concept, and took out a personal and intimate photographic product.
His portfolio has also affected the
Central Saint Martins School's Committee that has included Diago in its courses.



UP&DIE Magazine is his photo-blog/reportage, with whom he shares what drives him and hit him artistically. I like his work so much that I decided to share it on Fashilosophy.



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Adoro conoscere artisti nuovi. Si, amo conoscerli per scoprire come lavorano, cosa hanno da dire e come arrivano alla definizione di un loro precisono modo di confrontarsi con la realtà e riproporla a chi li segue. La fotografia, alla quale abbiamo dedicato molti posts, è sicuramente il mezzo più immediato e più moderno sul quale fare affidamento, e questo deve averlo pensato anche Diago Mariotta Mendez, che a soli 20 anni può già essere inserito nella rosa dei giovani e promettenti fotografi emergenti grazie al suo lavoro. L'ho scoperto per pura casualità, spulciando profili su twitter e gli album fotografici delle serate un po' indie un po' glamourous della movida milanese. Beh, dopo la visione di qualche suo scatto ne sono rimasto affascinato. E' giovanissimo ma già pienamente consapevole di quale grande mezzo sia la fotografia di moda (ma non solo), e sta imparando a servirsene nel migliore dei modi, secondo un suo preciso ideale estetico.



Nato in Nigaragua, cresciuto in Svizzera e trasferitosi a Milano per evadere dalla staticità elvetica, ha iniziato a farsi conoscere come DIE immortalando gli attimi della nightlife, delle notti alternative che sono tanto en vogue nel fashionsystem, dandone uno spaccato chiaro ma conservandone, allo stesso tempo, lo spirito caotico e un po' bohemienne. E' partito da questo tipo di suggestioni, le ha mixate alla sua passione per il cosmopolitismo alla Boombox londinese, al sentimento delle sue origini, al suo concept di fashion-image, e ne ha tirato fuori un prodotto fotografico personale e intimistico. Il suo portfolio ha colpito anche la Committee della Central Saint Martins School che da settembre lo ha inserito nel suo corso di studi.

UP&DIE Magazine è il suo photo-blog/reportage, con il quale condivide ciò che lo stimola e ciò che lo colpisce.
A me personalmente piace il suo lavoro, così tanto che ho deciso di condividerlo su Fashilosophy.



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