28 July 2010

Double F: Fetish and Fashion. Sex, power and style identify the woman.


If we look around us, momentarily forgetting that we belong to the society for spy it from the outside will be inevitable to admit something is quickly changing in our social customs and what we considered "perversion" becomes a big source of inspiration and individual identification.
I talk about spicy world of the fetish, usually relegated in erotic imaginations of a lot of people but in this time it imposes its as a model to take new suggestions for fashion's creators. After discovery in the '60s of "wet look" principal materials such varnish, rubber, pvc, vinyl and similar, the myth of Bettie Page seems to return by now and it has contaminated the designers immagination, helped from extravagance of the celebritieses, they create thematic collections where the password is "fetishism" or "eroticism". Glamour fetishism, from red carpet obviously!
If Madonna stated with it in '90s, throwing herself behind bad critiques, today the stars are in competition to be on a magazines cover and wear squeezes latex and pvc outfits. From
Lady Gaga to Rihanna, from famous Von Teese to Paris Hilton, passing for actresses, web-idols, singers and normal peolple, all want to participate in this communicative trial where the body becomes the object of interact, first aspect that expresses the identity and shapes of specific personality through the fashion, because the fabrics, the forms, the colors realize an informative alchemy in the mind of peolpe that observes us, change the perception that the world has of us.

To observe everything this, consecrating the fetish's contaminations as absolutely must-have, it's also Vogue Paris on its latest number of December has thought about immortalizing Laetitia Casta and Lara Stone for an edition such a symbol of eroticism and taste of the forbidden: small details inserted on classical suits, stiletto-heels, robe-bustier, minidress of latex, hazardous clefts and religious suggestions, an idea of a spoiled and vicious woman that enjoy herself through the game of seduction and that identifies the desire to be similar in a difference way, a common simbology of personal way to be. If for some it's a true pleasure of the game to transformation and for others it's only a voyeurism curiosity, world of the fetish and its taste of forbidden won't leave very soon fashion catwalk.
This fetishmania proposing a sure and uninhibited woman ready to dominate the fashion...and not only.


Se ci guardiamo bene intorno, scordandoci momentaneamente di essere parte della società per spiarla dall'esterno ci sarà inevitabile ammettere che, nonostante il crescendo pericoloso di un sopito sentimento proibizionista, qualcosa sta mutando rapidamente nei nostri costumi, e ciò che consideravamo "perversione" si rileva invece una grandissima fonte di ispirazione e identificazione individuale. Mi riferisco al mondo piccante del fetish, solitamente relegato nelle taciute fantasie erotiche di molte persone e che ora si impone come modello dal quale attingere nuove suggestioni per i creatori di moda. Dopo la scoperta negli anni '60 dei materiali principe del "wet look", ovvero vernice, gomma, pvc, vinile e simili, il mito di Bettie Page sembra essere tornato molto più che in voga e ha oramai contaminato le fantasie dei designers che, lasciandosi aiutare dalla capricciosa voglia di stravaganza delle celebrities, danno il là a collezioni tematiche dove la parola chiave è "feticismo" oppure "erotismo". Quello glamour, quello da red carpet ovviamente. Se Madonna aprì la strada nei lontani anni '90, tirandosi dietro denuncie e cattive recensioni, oggi le stars fanno a gara per aggiudicarsi una copertina in cui mostrarsi strizzate in completini in latex e pvc. Da Lady Gaga a Rihanna, dalla nota Von Teese a Paris Hilton, passando per attrici, web-idols, cantanti e comuni mortali, tutti vogliono partecipare a questo processo comunicativo dove il corpo diventa lo scenario su cui interagire, primissimo aspetto che esterna l'identità e configura una specifica personalità attraverso la moda, perchè i tessuti, le forme, i colori realizzano un'alchimia informativa nella mente di chi ci osserva e cambiano la percezione che il mondo ha di noi. A rimarcare tutto questo, consacrando le fetish contaminations come assolutamente irrinunciabili, è anche Vogue Paris che per il suo numero di dicembre ha pensato di immortalare Laetitia Casta e Lara Stone per un'edizione all'insegna dell'erotismo e del gusto del proibito: piccoli dettagli inseriti su abiti classici, tacchi a spillo vertiginosi, robe-bustier, minidress in latex, spacchi azzardati e richiami religiosi suggeriscono l'idea di una donna viziata e viziosa che si diverte nel gioco della seduzione e che identifica la voglia di essere simili nella diversità, una simbologia comune del personale. Se per alcuni è un vero piacere del gioco alla trasformazione e per altri è solo una curiosità che rasenta il voyeurismo, il mondo del fetish e il suo gusto del proibito non abbandoneranno molto presto le passerelle. Questa dilagante fetishmania, sta proponendo una donna sicura e disinvolta pronta a dominare la moda...e non solo.

2 comments:

Olivier Di Gianni said...

E' molto vero e fondato quanto hai scritto caro Marzio. In fondo è sempre il coraggio creativo di qualcuno che sfonda le porte all'immaginario della collettività e che "impone" la moda!
Bravo Marzio e grazie per queste chicche!

Marzio Martel said...

Spero di aver sistemato le parti in cui non era fluido e chiaro l'inglese.